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  MEMORIA STORICA E SENSIBILITA' ANTROPOLOGICA  

Si ritiene che l'attenzione alla differenza, all'altro, rappresenti un obiettivo formativo trasversale a tutti gli insegnamenti e che l'educazione interculturale si intrecci con l'educazione ai valori costitutivi della democrazia, quali il diritto alla cittadinanza, il rispetto dei diritti umani e il rispetto della dignità della persona.

L'analisi delle diverse risposte ai propri bisogni nell'ambito storico - sociale e antropologico costituisce dunque un aspetto rilevante nel percorso di conoscenza e, più in generale, nella costruzione della propria identità culturale, attraverso un'esperienza di crescita collettiva quale è quella scolastica.

Più precisamente, per quanto riguarda l’aspetto della memoria storica e il valore dello studio della storia locale nei drammatici anni del II conflitto mondiale e immediatamente seguente (Questione dei confini orientali, Resistenza, Litorale Adriatico), la Commissione Storia ha sempre considerato tali argomenti un anello fondamentale della catena che lega il presente al passato, da conoscere e non rimuovere.

La Scuola secondaria di primo grado  di primo grado e, nell’ambito della continuità l’ultimo anno della scuola primaria, continuano in quella lenta e tenace costruzione di giovani che sappiano guardare al futuro con speranza, apertura ideale e morale, conoscendo il passato che ha segnato le loro terre, i nonni, i padri. Riteniamo che questa sia l’unica strada percorribile per un futuro di pace e convivenza di popoli all’interno della nuova Europa senza confini, soprattutto mentali.

I ragazzi infatti devono essere educati alla possibilità di costruzione di un mondo che nella coesistenza e nella valorizzazione delle diversità, promuova la pacifica convivenza di minoranze e maggioranze, ugualmente tutelate e riconosciute pari nella loro dignità antropologica, culturale, linguistica e sociale. Vorremmo dunque che gli alunni percepissero il valore dei diritti delle minoranze, dell’accoglienza e dell'integrazione, della convivenza pacifica concretamente realizzata nella realtà dei fatti.

Vorremmo che intuissero che il sentimento di appartenenza non necessariamente significa arroccamento o aggressività nei confronti dell’altro e che ogni appartenenza è legittima ed esprime e realizza il naturale diritto all’identità.

A partire dalla consapevolezza della propria diversità, si favorisce la conoscenza di altre diversità, culturali, fisiche e sociali, del vicino e del lontano, in un percorso interculturale sia di sensibilità attenta, che di conoscenza e recupero della memoria: i recenti ed intensi fenomeni di migrazione di uomini, donne, minori, culture e religioni, oltre che di costumi e di comportamenti impongono nuovi compiti anche alle istituzioni scolastiche nel presidiare il cambiamento e le trasformazioni, culturali, pedagogiche e della conoscenza globale.